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Natura collecta Natura exhibita - Sistema Museale di Ateneo - UniFI

La ceroplastica | artisti e scienziati

La CeroplasticaLa ceroplastica

La produzione di modelli anatomici in cera è uno degli elementi caratterizzanti il progetto del granduca Pietro Leopoldo che, intorno al 1771, fa creare nel Museo un’Officina di ceroplastica.

La qualità dei preparati e il livello di fedeltà al vero raggiunti dai ceroplasti fiorentini contribuisce significativamente alla reputazione internazionale dell’Istituzione.

Il progetto museale originale non prevede la presenza di professori o guide nel museo, cosicché la visita è basata sul principio dell’autoapprendimento da parte del visitatore che, a seconda del suo livello culturale, può acquisire nozioni di diversa profondità.

Per i visitatori alfabetizzati sono presenti in museo, in corrispondenza dei modelli anatomici in cera, i relativi quadri con acquerelli che riproducono i singoli preparati e dove i punti salienti sono evidenziati e contrassegnati con numeri che rimandano a testi di spiegazione, a disposizione del pubblico, riposti in piccoli cassetti al di sotto delle teche.

La collezione anatomica non vuole essere quindi uno strumento di insegnamento destinato ai medici, bensì, in linea con il resto del museo, una enciclopedia materiale a disposizione dei cittadini.

Artisti e scienziati

Tra i numerosi artisti che contribuiscono al successo dell’Officina fiorentina spicca Clemente Susini, certamente il più rinomato dei ceroplasti. In seguito la tradizione è portata avanti da vari modellatori quali Francesco Calenzuoli, Luigi Calamai ed Egisto Tortori, alla cui morte, nel 1893, l’attività dell’Officina si estingue.

Alla base del successo delle opere ci sono sempre comunque le finissime ed esperte dissezioni di Paolo Mascagni, Felice Fontana, Filippo Uccelli e Tommaso Bonicoli che gli artisti copiano in cera sotto la loro guida.

Dopo che nei primi decenni l’attività è orientata esclusivamente all’anatomia umana e alla botanica e i preparati, salvo rarissime eccezioni, sono in grandezza naturale, all’inizio del XIX secolo viene intrapresa la produzione di tavole di anatomia comparata e di fisiologia vegetale che riproducono soggetti microscopici.

In esse sono documentati i grandi progressi in campo ottico dovuti a Giovan Battista Amici, direttore dell’Osservatorio astronomico della Specola e inventore dell’obbiettivo a immersione omogenea, che corregge l’aberrazione cromatica della visione microscopica. Le nitide immagini ottenute con il nuovo strumento diventano il soggetto di nuovi modelli che permettono ai ceroplasti di mostrare al pubblico l’invisibile.

 
ultimo aggiornamento: 05-Mar-2020
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